Testo di Lorenzo Bragagnolo
Foto di Bruno David
Filosofia e subacquea: Attrezzature e configurazione
L'unico modo che ha l'uomo per poter respirare sott'acqua è quello
di portarsi una scorta adeguata di gas respirabile e le attrezzature
necessarie al suo utilizzo. Oltre a queste, per garantirsi un grado
di sicurezza accettabile, ogni subacqueo è solito portarsi in
acqua tutta una serie di oggetti più o meno importanti: l'Attrezzatura.
Il modo in cui questa viene disposta viene detto Configurazione.
Ovviamente tanto più la nostra immersione sarà impegnativa,
tanto più importante saranno l'affidabilità dell'attrezzatura
e la qualità della nostra configurazione, ma questo non deve
fuorviarci; una buona disposizione delle nostre attrezzature è alla
base di ogni immersione, sia che si tratti di una "tecnica" sia
che si parli di una ricreativa in curva di sicurezza; anzi la configurazione
tecnica è un'evoluzione complessa e ragionata di quella
ricreativa, e spesso possiamo notare che chi fa immersioni tecniche,
utilizza una configurazione di base simile anche nelle immersioni ricreative.
Secondo il mio modesto parere, non esiste una configurazione migliore
in assoluto, o che vada bene per tutti, anche se alcune didattiche
o "filosofie" subacquee sono inclini a pensarla in questo
modo, ma che le basi di partenza vadano poi personalizzate in funzione
delle proprie esigenze.
Ridondanza e minimalismo
Ridondanza e minimalismo sono due concetti con cui spesso ci si deve
confrontare, parlando di attrezzature, e contrariamente a quanto molti pensino,
non sono in netto contrasto tra di loro. La giusta via di mezzo, corredata
da una buona dose di buon senso e di esperienza, è la strada da seguire.
Mai come in questo caso, è opportuno "rubare" la tecnica,
le conoscenze e l'esperienza dai vostri istruttori o da chi vi sta
intorno, valutando sempre se quanto vedete o vi viene suggerito faccia al
caso vostro.
Personalmente, mi sono reso conto di quanto questo sia vero, frequentando
un corso "tecnico", durante il quale il mio istruttore, dopo averci
dato le indicazioni base, sembrava una sibilla con i suoi consigli, ma nulla
di quanto ha suggerito di fare (o di NON fare) a me o ai miei compagni di
corso, (ascoltate anche i consigli dati ad altri…) è stato poi
smentito dalle esperienze in acqua, anzi…
Tornando alla filosofia, la ridondanza si basa sul concetto per cui
tutto ciò che è indispensabile ai fini del buon esito della
nostra immersione, possa essere sostituito, in caso di avaria o malfunzionamento,
da un altro strumento con le medesime caratteristiche, che , prudentemente,
ci siamo portati in immersione.
Il minimalismo invece, si basa sul fatto per cui tutto quello che non è indispensabile
durante la nostra immersione, debba essere eliminato dalla nostra attrezzatura,
lasciando a terra tutto ciò che non è veramente indispensabile
ai fini della sicurezza.
Se andiamo a guardare, entrambi i concetti sono a loro modo giusti ed
insindacabili, ma, entrando nel merito delle cose, suscettibili di migliorie
o comunque valutati in funzione delle attrezzature utilizzate.
Provate ad immaginare due subacquei che stanno per immergersi, uno con
bibombola separato, doppio manometro, due fruste per la stagna, due fari,
e così via; l'altro con monobombola e octopus: l'esempio,
(anche se un po' estremizzato), è a mio avviso ideale per parlare
di ridondanza e minimalismo.
L'applicazione pratica di questi due concetti è nata con la subacquea
tecnica e/o professionale, in occasione di immersioni particolari, come esplorazioni
in grotta o discese profonde in solitaria. Questo genere di subacquea prevede
ovviamente delle attrezzature, (e relativa configurazione), estremamente particolari
e personalizzate, ma la realtà di tutti i giorni ci insegna che non
c'è filosofia che tenga, ci si deve sempre immergere con un compagno
e mai oltre i limiti del proprio brevetto. Non esiste attrezzatura che possa
sostituire l'assistenza di un compagno di immersioni preparato a gestire
un'eventuale emergenza, però alcuni accorgimenti semplificano
di sicuro le cose.
Per i motivi sopra espressi, non entro nel merito di come configurare
la propria attrezzatura, in quanto, per parlarne in maniera approfondita,
forse non basterebbero diverse decine di pagine, per cui focalizzerò l'attenzione
su alcuni accorgimenti validi in generale per chiunque si immerga, sia per
chi comincia con l'Open, sia per chi effettua immersioni più impegnative.
Facciamo quindi qualche esempio su quello che è assolutamente necessario
per fare un'immersione in sicurezza: credo che il primo gradino verso la ridondanza
sia l'utilizzo, in ogni immersione, di due primi stadi separati, abbandonando
l'octopus in favore di una maggiore sicurezza, per sé e per il
proprio compagno di immersione; se poi i due primi stadi sono con attacco
DIN (indispensabile per le immersioni tecniche), tanto meglio. Il passo successivo,
verso il minimalismo, deve essere quello di evitare, tutti quegli accessori
assolutamente inutili, ma soprattutto di trovare per ognuno di essi una collocazione
che permetta un facile utilizzo senza creare impaccio al sorta qualora non
ne sia necessario l'utilizzo.
Personalmente direi che una maschera di scorta, (ridondanza), la torcia,
il pallone di segnalazione corredato di reel, ed un attrezzo da taglio sono
accessori utilissimi se non fondamentali, ma non necessariamente bisogna averne
due, e cosa assolutamente importante, dobbiamo trovare per ognuno di questi
accessori la giusta collocazione, in modo tale da "tenere pulita" la
nostra configurazione, (minimalismo).
Detto questo, il buon senso e le necessità personali devono essere
alla base di ogni scelta, sia nell'acquisto che nella configurazione
delle attrezzature.
Possiamo poi fare alcune riflessioni, con un pizzico di autocritica,
sulle caratteristiche della nostra attrezzatura, e per aiutarvi, vi offro
alcuni spunti:
Secondo erogatore: frusta lunga o standard? …e se dovesse servire al
vostro compagno di immersione? Probabilmente una frusta un po' più lunga
potrebbe far comodo, provate in piscina durante i corsi a respirare in due
dalla stessa bombola con gli erogatori collegati a due fruste corte e vi risponderete
da soli. Lascio a voi la scelta se tenerla legata al ferma frusta sul jacket,
con gli elastici alla bombola o farla passare intorno al corpo stile DIR/GUE,
dipende dalla lunghezza e da come intendete usarla;
Jacket: sacco posteriore o avvolgente? …Vi siete mai chiesti la capacità di
spinta del vostro? A mio avviso, prima di disquisire sulla forma del sacco, è necessario
che serva allo scopo, quanta gente ho visto far fatica a galleggiare con la
valvola che "scoppietta" perché il jacket è troppo
piccolo rispetto alla zavorra utilizzata!
Torcia: ricaricabile o a batterie sostituibili? Dipende da quali e quante
immersioni fate, nonché dal budget a disposizione, guardate anche l'autonomia
oltre che la potenza: le ricaricabili di solito hanno più potenza e
meno autonomia, cercate il giusto compromesso.
Coltello: Al polpaccio destro o sinistro? …Non conta se siete mancini
o meno, vi siete mai chiesti se riuscite a raggiungere il vostro con tutte
e due le mani?
Pallone di segnalazione: ne esistono di tutti i tipi, l'importante è che
in superficie rimanga gonfio anche se si "sdraia" sull'acqua,
magari quelli con beccuccio di bassa pressione o becco d'anatra costano
un po' di più, ma servono meglio allo scopo.
Zavorra: cintura standard o con i sacchetti? …Dipende da voi, l'importante è che
sia "giusta"!
Per concludere, vorrei indirizzare la vostra attenzione su come disponete
l'attrezzatura prima di ogni immersione: se tutti gli oggetti sono sempre
allo stesso posto e siete certi di sapere dove sono e come arrivarci, anche
ad occhi chiusi o al buio e senza l'aiuto di nessuno, (se necessario,
allenatevi a casa), siete sulla strada buona, solo la pratica, l'esperienza
e magari qualche consiglio da parte del vostro istruttore, vi faranno capire
cosa è necessario cambiare e come migliorare la configurazione della
vostra attrezzatura.