Testo di Claudio Ziraldo
Foto di Claudio Corti
Sono i corsi che il team di subacquei tecnici della Bollate
Sub, sta frequentando presso la TRIMIX SCUBA ASSOCIATION ITALIA, con
sede a Como, Via Aguadri 20 e diretta da Claudio Corti, certamente
uno degli specialisti più qualificati del settore e profondista
di grande esperienza.
Qualcuno del gruppo comincia già a “pensare più profondo” ma,
nonostante da diversi mesi i nostri subacquei tecnici stiano lavorano
sodo ed alcune sessioni di esame siano già state completate,
il nostro Trainer Claudio Corti, con il suo “savoir-faire” e
con la cortesia e la pazienza che lo caratterizzano, continua il sistematico “martellamento” anche
nei confronti di coloro, che, istruttori e non, hanno già terminato i corsi con esito positivo.

Una configurazione predisposta per il corso TECHNICAL AIR-EANx
Sicurezza! sicurezza! sicurezza! non smette mai di ricordarlo,
e così giù nelle acque del Lago di Como, a ripetere continuamente
gli esercizi, a sperimentare configurazioni, a simulare incidenti di
ogni tipo e lui, vigile e discreto è sempre presente; con il
sole, con la pioggia e pure con la neve e anche quando si tratta di
esercitazioni al di fuori dei corsi.
Quando non viene in acqua per lasciare “spazio” ai nuovi
istruttori è comunque sul campo con la sua immancabile fotocamera
digitale, sempre pronto ad aiutare tutti, a correggere piccoli errori
di impostazione e a fornire consigli utili.
Ci si immerge sempre da terra, spesso per questioni logistiche (parcheggio
auto e/o presenza di pescatori cannisti) in luoghi diversi e così,
non solo si scopre la variegata morfologia del fondale, a volte degradante
con andamento progressivo, a volte con scalini di roccia alternati
a fondi fangosi ecc… ma, in questo modo, i subacquei si trovano
anche di fronte a situazioni non note e devono quindi adattare l’assetto
alle varie esigenze.
Questo fatto, oltre alla non certo abbondante fauna sia alieutica che
bentonica risulta estremamente formativo e permette di concentrare
l’attenzione sulle attrezzature, sul controllo dell’immersione
e del compagno, elementi che, nella subacquea tecnica, sono assolutamente
fondamentali.
Nella stagione invernale l’acqua del lago ha una temperatura
variabile tra i 5 ed i 6 gradi, praticamente a qualsiasi quota e quindi
si lavora necessariamente con le mute stagne però, contrariamente
ai mesi caldi è molto limpida, salvo naturalmente polveroni
sollevati dai “soliti ignoti” che si avvicinano un po’ troppo
al fondo per un incontro ravvicinato con qualche “ bottatrice”,
un pesce della famiglia dei “Gadidi”, parente stretto dei
merluzzi e tipico abitatore delle acque dei laghi del Nord Italia.
Nonostante l’elevato numero di immersioni non si è verificato
alcun tipo di incidente, unica nota “stonata” il blocco
in erogazione continua di due erogatori (probabilmente per fenomeni
di gelo) nella stessa immersione, il giorno 21 Febbraio 2004, in una
splendida giornata sotto la neve.
I “soliti fortunati” sono stati Marco, il nostro direttore
di corso a quota -47m e, poco dopo, il sottoscritto a quota -44m!
Naturalmente la ridondanza delle attrezzature (due mono totalmente
separati entrambi dotati di erogatore e manometro oltre a una bombola
di fase laterale, contenente EAN 40), l’esperienza ed il controllo
dello stress, hanno fatto sì che l’inconveniente non si
trasformasse in un incidente.
Unico problema la “perdita” del funzionamento della stagna,
collegata agli erogatori andati in avaria, in parte risolta con l’uso
alternato della frusta del jacket, operazione che comunque, con i guanti
da 5 mm., è risultata estremamente complessa.
Mi chiedo cosa sarebbe successo se il fatto si fosse verificato in
una specifica immersione di corso, con presenza di allievi alle prime
armi.
Trattandosi di erogatori con primo stadio con dispositivo “anti-freeze”,
praticamente nuovi, chiederemo conto all’Azienda Produttrice
che, mi auguro, ci potrà fornire adeguati chiarimenti e proporre
idonee soluzioni!
A proposito di attrezzature, come tutti i nostri sub
tecnici ben sanno la T.S.A. non obbliga a seguire un metodo specifico
nella configurazione, ma consiglia di adottare il metodo migliore per
la situazione che si viene a presentare ad ogni differente immersione;
infatti la filosofia di base recita:
"LA MINIMA ATTREZZATURA POSSIBILE, COMPATIBILMENTE CON LA MASSIMA SICUREZZA
POSSIBILE". Quanto sopra, naturalmente, nel rispetto degli standard
previsti per ogni tipo di brevetto.
E così, sempre sotto l’attenta e... "cordialmente
critica" guida del nostro Trainer, ciascuno di noi ha modificato
di volta in volta la propria configurazione, adattandola sia alle proprie
attitudini oltre che, naturalmente, alle diverse tipologie di immersione
da affrontare.

Si sperimentano diverse configurazioni, al fine di trovare il metodo migliore per l’immersione che si intende effettuare
Insomma il titolo "ARIA
NUOVA ALLA BOLLATE SUB, ANZI DIVERSA",
dell’articolo che Lorenzo ha pubblicato sul sito prima di questo è certamente
molto appropriato e mi pare che "l’aria diversa" abbia coinvolto
e appassionato profondamente molti dei nostri subacquei.
E così, il prossimo anno, potremo fornire ai nostri soci un maggior
numero di opportunità e, per chi avrà terminato il terzo livello
CMAS, che naturalmente è e rimane la didattica principale di riferimento
della nostra associazione, si apriranno le porte della Tech Dive.