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Le acque del Lago di Como, che sprofondano rapidamente
verso quote molto elevate,
consentono di effettuare immersioni tecniche
con partenza dalla riva.
Testo di Claudio Ziraldo
Foto di Bruno David e Alessandro Ziraldo
È oramai operativo il “Bollate Sub
Tek Team” e,
dal prossimo autunno il nostro Club organizzerà, oltre alla
vasta gamma di corsi CMAS, corsi per bambini e di specializzazione,
corsi tecnici secondo la didattica TSA (Trimix Scuba Association).
Di fatto alcuni brevetti Nitrox e Trimix sono già stati rilasciati
da nostri istruttori, ma l’avvio vero e proprio avverrà con
la prossima stagione didattica.
Per tutti coloro che hanno terminato i corsi a carattere ricreativo
ed hanno effettuato un adeguato numero di immersioni, le opportunità saranno
molte e diversificate:
Brevetti più avanzati,
di specializzazione e per istruttori potranno essere conseguiti, ma
rilasciati unicamente da un Trainer
abilitato; tutte le relative informazioni sono reperibili nel link
corsi del nostro sito o nel link del sito TSA, direttamente collegato.
Nel frattempo i più agguerriti continuano, nelle “subtropicali” acque
del Lago di Como, un serrato training di allenamento, nonostante nello
scorso mese di Luglio la visibilità fosse ridotta al minimo
(ultima dive Mercoledì 28 Luglio e poi Crociera in Mar Rosso!).
Come si nota nella foto si faticano a vedere le pinne di Alessandro,
in ginocchio sul fondo in attesa dell’inizio dell’immersione.
Per fortuna dai – 40 in giù qualcosa si vedeva!? comunque
con fari da 50/100 Watt si lavora tranquillamente, irrinunciabile naturalmente
una torcia di scorta poi, in risalita alla quota di cambio gas Trimix-Nitrox
(- 30 m), in linea di massima si possono spegnere i fari in quanto
tabelle e strumenti si vedono a luce ambiente.
Da Settembre l’acqua continuerà progressivamente a migliorare
e, con i primi freddi, diventerà limpida ad ogni quota.

Nella stagione estiva la visibilità è estremamente ridotta, in particolare nei primi 30/40 mt.
Naturalmente la fase preparatoria deve essere effettuata
con estrema calma; attrezzature e configurazioni devono essere verificate
attentamente senza commettere alcun errore.
Alla stazione di ricarica vanno verificate, oltre alle pressioni dei
gas, le relative percentuali, in particolare Elio ed Ossigeno per il
Trimix e Ossigeno per il Nitrox decompressivo; su ogni bombola viene
applicato un nastro adesivo sovrascrivibile su cui vengono indicati
il numero progressivo della bombola e le relative percentuali di gas.
Non è male, per chi è agli esordi di questa attività,
preparare una scheda con l’elenco delle proprie attrezzature
(da verificare a casa prima di partire) e con la descrizione dettagliata
della propria configurazione.
Indico sommariamente di seguito un fac-simile, che ho
preparato per la mia attrezzatura, per immersioni a – 70 con
Trimix 17/40 – Nitrox 40 decompressivo ed ossigeno.
Ovviamente si tratta di una prima stesura, ancora un po’ “grezza” che
però può essere utilizzata come guida per un lavoro più completo
e migliore e soprattutto è bene tenere presente che si tratta
della mia personale attrezzatura, per cui ognuno dovrà poi adeguare
il tutto alle proprie attitudini ed esigenze.
Attrezzatura
tecnica
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Muta stagna.
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Sottomuta.
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Jacket con coltello scorta (tasca sinistra)
e sparabile con cima 10/15 mt. (tasca destra) + elastico con doppia
asola e moschettone,
per attacco frustone (secondo anello spallaccio destro) + fermo per
frusta stagna (anello terminale in basso spallaccio sinistro)+ elastico
sul corrugato per blocco frusta + cima con moschettone e velcro per
blocco manometri (fissata anello sinistro sternale).
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Cappuccio.
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Guanti.
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Pinne.
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Cintura pesi + cima con moschettone di sicurezza
da fissare anello cavallo jacket.
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Cavigliere.
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Maschera.
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Mascherino di scorta (tasca destra jacket).
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Tabelle
con spirale (anello spallaccio destro jacket).
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Tabelle a braccio
(braccio sinistro).
-
Faro con spirale e moschettoni
di fissaggio (anello terminale in basso spallaccio destro jacket – a
termine uso agganciare in alto).
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Torcia di scorta + shaker (anello spallaccio
destro jacket).
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Eventuale faro scorta.
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Strumento da taglio a
forbice (fissato al faro).
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2 computer o 2 profondimetri elettronici
(uno per braccio).
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Pallone segnasub con cima + piombi scorta in
borsa dedicata.
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Tanica con pallone (cima minimo 50 metri) + moschettone
di fissaggio.
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Erogatori
-
Poseidon nero + frusta jacket
+ manometro nero + elastico e moschettone (montato sulla bombola
di sinistra) dotata
di un solo rubinetto (Trimix).
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Poseidon giallo con elastico
da collo (montato sul rubinetto centrale della bombola di
destra)
(Trimix).
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Frustone
giallo mt. 2 con G. 190 + frusta stagna + manometro
giallo (montato sul rubinetto laterale destro della bombola
di destra)
(Trimix).
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Nitrox
(G 190 giallo) + manometrino.
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Ossigeno (Scubatec)+ manometrino.
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G
500 di scorta.
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Bombole
-
2 bombole Trimix 12 lt. con elastici (solo
la bombola destra).
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Bombola Nitrox 10 lt. con
elastici e ferma erogatore (mettere gancio bloccafruste sull’elastico in alto per posizionamento
erogatore in fase di riposo o cambio con ossigeno); fissata all’anello
più alto dello spallaccio sinistro e all’anello
più basso
a sinistra.
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Bombola Oxigen 5 lt. alluminio
con elastici (mettere gancio bloccafruste fissato all’anello metallico sul collo
della bombola per fisssaggio erogatore in fase “dive” ed
evitare che strisci sul fondo durante le soste deco);
fissata alla bombola
di Nitrox.
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Per immersioni oltre 75 mt.- max
95.
Bombola aggiuntiva in alluminio (10/12 lt. per Trimix di viaggio
da fissare dietro le
altre bombole di Trimix di fondo) con erogatore
con frusta di lunghezza adeguata e manometro, completo di elastico
di fissaggio e moschettone, da fare arrivare dal lato sinistro.
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Borsetta
oggettistica di scorta.
-
Borsetta oggettistica in uso.
Vorrei precisare che, fermi restando i concetti di “ridondanza
e minimalismo” espressi nell’articolo di Lorenzo, che sono
certamente alla base della subacquea in genere ed in particolare della
subacquea tecnica, abbiamo da poco inserito nelle attrezzature complementari
uno shaker dotato di silenziatore a calamita, dal momento che è successo
più volte che per un caso fortuito o per aver raggiunto la quota
massima, qualcuno involontariamente ha “toccato” il fondo
con le pinne e, come ben sappiamo noi “lacustri” in questi
casi si sollevano polveroni incredibili che rendono inutilizzabili
le luci dei fari.
Pochi colpi di shaker e ci si ritrova subito.
E’ pure capitato che in condizioni di scarsa visibilità si
sia perso per qualche istante il contatto con il compagno e, anche
qui, il segnalatore sonoro si è dimostrato molto utile.
Per ridurre lo stress che le delicate operazioni di montaggio delle
attrezzature e di vestizione comportano è bene sospendere il
lavoro di tanto in tanto, in caso di temperature elevate sciacquarsi
il viso e bagnare la testa o entrare in acqua e soprattutto fermarsi
in superficie a vestizione terminata, allo scopo di adattare il corpo
alla temperatura dell’acqua, rilassarsi, normalizzare la respirazione
e verificare gli elementi salienti stabiliti nel briefing.

Una sosta in superficie per un momento di relax e per verificare gli ultimi accordi prima di immergersi.
E’ bene ricordare che le immersioni al lago, in
acque fredde e con poca visibilità risultano, a parità di
profondità e tempo di fondo, molto più impegnative delle
immersioni effettuate al mare, con acque più temperate e visibilità decisamente
superiore.
A fine immersione tutte le operazioni di smontaggio devono essere effettuate
con calma, evitando sforzi (il bibo da 12 lt. completamente separato in questi
casi è molto funzionale).
Verificare attentamente la propria scheda delle attrezzature e riporre tutto
con ordine, eventualmente effettuando adeguate pause ed “evitando infine
di sprecare Trimix per farsi venire la voce da paperino!”.
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<< Due subacquei completamente equipaggiati >>
e con diverse configurazioni,
al termine di un’immersione in Trimix a
-70 m,
nelle acque del lago di Como.
Cliccare sulle immagini
per ingrandire
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Tempo fa avevo intitolato un articolo “Subacquea
Tecnica che passione” avevo proprio colto nel segno e, a distanza
di tempo, sono certo che questa affascinante attività, gestita
come ci ha insegnato il nostro Trainer Claudio Corti, con prudenza,
umiltà e nell’ottica della massima sicurezza, potrà darci
molte soddisfazioni.
E, anche se nelle acque lacustri potremo incontrare soltanto qualche
pesce di fondale (bottatrici) e, a quote inferiori persici, cavedani,
scardole, tinche ed altri ciprinidi, il paesaggio in superficie è sempre
affascinante e poi, chissà che esplorando nuovi siti di immersione
non salti fuori qualche relitto particolare, oltre ai soliti motoscafi
e barche da pesca.

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